La Vigna del Gallo dell’Orto Botanico di Palermo custodisce 95 viti di vitigni autoctoni, un patrimonio inestimabile della viticoltura siciliana. È una testimonianza tangibile della biodiversità dell’isola. Il progetto della Vigna del Gallo è stato avviato nell’ottobre del 2018 dal Sistema museale dell’Università di Palermo e dal Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, con la collaborazione del Dipartimento di Agraria dell’Università di Palermo

La Vigna del Gallo è uno spazio di circa 200 metri quadri. Ospita vitigni autoctoni (tra questi Grillo, Nero d’Avola, Frappato, Perricone, Catarratto, Inzolia) e vitigni reliquia (Prunella, Muscaredda, Corinto bianco, Cutrera, Zuccaratu, Visparola). La Doc Sicilia, fin dalla sua costituzione nel 2012 è impegnata nella tutela dei valori della coltivazione e della produzione sostenibile e nella promozione di studi e iniziative per la difesa dei vitigni che popolano il “continente vitivinicolo siciliano”. La Vigna del Gallo è tornata a vivere in una porzione di quello che era l’esteso vigneto acquistato dalla Regia Accademia degli Studi di Palermo nel piano di Sant’Erasmo, e appartenuto al duca Ignazio Vanni d’Archirafi, dove poi si è sviluppato l’Orto Botanico fondato nel 1789. L’Orto Botanico di Palermo è una tra le più importanti istituzioni accademiche italiane. È un enorme museo all’aperto, vanta oltre duecento anni di attività che hanno consentito anche lo studio e la diffusione, in Sicilia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo, di cinquemila specie vegetali, molte originarie delle regioni tropicali e subtropicali. La peculiarità di questo Orto è rappresentata oggi dalla grande varietà di specie ospitate, che ne fanno un luogo ricchissimo di espressioni di flore diverse.